L’Aquila – (a cura di Flavio Colacito – psicopedagogista).

Come possiamo dare una definizione alla parola “medicina” in parole semplici? Potremmo affermare che quella che chiamiamo comunemente “medicina” è un’arte: perspicacia e intuito, capacità di creare un dialogo con il paziente. Purtroppo è anche opportuno affermare che, di fronte alle grandi conquiste della biologia, “l’arte della terapia” sembrerebbe quasi essere passata in secondo piano e quando capita di sperimentare il contrario da malati, si coglie in maniere più distinta la differenza, soprattutto quando ci si imbatte nella sofferenza, nel dolore, provocati dalla malattia. In questi casi si comprende la necessità di una nuova scienza clinica di base in grado di porsi come completamento, un supplemento alle conoscenze biomediche, in particolare negli approcci clinicoterapeutici afferenti alla terapia del dolore, un settore che va oltre il modello di scienza orientato a spiegare solo la malattia, bensì a riscoprire e rilanciare l’assistenza e la cura dei pazienti affetti da patologie invalidanti dove spesso il vero protagonista è il dolore cronico. Questo cerca di fare l’equipe del Dr. Alì Younes, 50 anni, italo-libanese, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato con lode in anestesia, rianimazione e terapia del dolore. Seguendo il dottor Alì, si apprezza la figura di un medico contemporaneo che, senza promettere nulla che non abbia fondamento scientifico, senza discostarsi dalla natura del problema e dalle reali possibilità di miglioramento o guarigione in base alla gravità della situazione patologica del paziente, adotta “l’arte della terapia” stabilendo un rapporto franco e umano con l’ammalato, affiancando approcci medici non sempre condivisi dalla comunità scientifica, ma che tuttavia risultano benefici in molti casi aventi come comune denominatore il tema del dolore: un esempio sono le infiltrazioni di acido ialuronico, un’alternativa alle iniezioni intra-articolari di cortisonici, impiegate nel trattamento conservativo dell’artrosi. Questa tecnica, sperimentata per la prima volta all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, prevede l’iniezione intra-articolare di sodio ialuronato. Questi interventi, aventi come obiettivo quello di contribuisce a lubrificare l’articolazione e ad attutire gli stress meccanici con una funzione lubrificante ed ammortizzante, partono dalla centralità del paziente affetto da dolore cronico o ricorrente come essere umano e dalla costruzione di una dimensione psicologica che, senza false aspettative, mira a farlo sentire a suo agio per quanto possibile, attraverso un’attenzione e una premura quotidiana, una situazione fortemente necessaria in particolare nei casi riguardanti la fibromialgìa, una malattia cronica caratterizzata da dolori muscolari diffusi associati ad affaticamento intenso, rigidità , disturbi del sonno e della memoria, e stato ansioso depressivo più o meno grave. A Villa Letizia il Dr. Alì, assieme alla Dott.ssa C. Santucci, al Dr. A. Cialfi, il Dr. A. Del Vecchio, hanno voluto creare un modello di assistenza medica che parte da visione multidisciplinare, molto diversa da quella che l’università ha privilegiato negli anni, troppo tecnica nella preparazione dei futuri medici, mettendo in secondo piano il versante umano della professione. La cura si è ridotta in tanti casi a mero adempimento tecnico, dove l’approccio al malato, in alcuni casi di malasanità, somiglia a quello verso una macchina in avaria: la prassi diventa individuare il guasto, limitandosi a porvi rimedio. Nel contesto generale di Villa Letizia, presidio ospedaliero situato presso la S.S. 80 n°25/B, 67100 Preturo di L’Aquila, il sorriso ha ancora un ruolo importante, un modo in più per ridare fiducia a persone in cerca di una motivazione per uscire dal tunnel della sofferenza psicofisica, la quale viene spesse volte sottovalutata, anche in presenza di anziani o giovani affetti da gravi malattie. Il Dr. Alì e i suoi preziosi collaboratori ogni giorno affrontano il tema dello sconforto, del disagio provocato dal dolore continuo, ma sempre mettendo al primo posto la dignità del malato e dando un senso vero al giuramento di Ippocrate, a volte dimenticato volutamente. Ciò è puro valore aggiunto ad una professione fondamentale legata alla vita e alla salvaguardia di questa.

Pubblicato su Inabruzzo.com, 26 luglio 2017 @ 13:19 Categoria: Salute & Benessere