Indicazioni, linee guida.

L’ossigeno è vita

L’ossigenoterapia iperbarica (OTI) è la somministrazione di ossigeno e/o miscele gassose iperossigenate ad alta pressione, oltre la prima atmosfera (1 ATM).

Ultimamente l’OTI è spesso proposta per diverse patologie più o meno gravi.

Con questo articolo, Mai più dolore si propone di fornire informazioni dettagliate sull’efficienza dell’OTI nella sindrome fibromialgica, nelle patologie neuro-infiammatorie e altro, ai fini di un’appropriatezza indicativa.

Nella maggior parte di queste patologie, abbiamo accertato un avvelenamento del sistema immunitario e il danno tessutale avviene all’interno della cellula. Questo danno (infiammazione > alterazione del microcircolo > dolore) può essere a lungo andare difficilmente recuperabile, e quindi irreversibile.

L’OTI agisce in zone in cui tutti i meccanismi di recupero e riparazione, oltre alla terapia farmacologica, semplicemente non arrivano perché il microcircolo è compromesso.

Come funziona?

Durante la respirazione in aria ambiente il 98% dell’ossigeno viene trasportato dal sangue legato all’emoglobina (globuli rossi). L’ossigeno è indispensabile per la rigenerazione tissutale per l’emodinamica cardio-respiratoria.

Ecco quindi che aumentando la concentrazione di ossigeno che insipiriamo e aumentando la pressione dell’aria che respiriamo si ottiene un aumento considerevole di ossigeno disciolto nel plasma (iperossia) – vd. Tabelle 1 e 2 – disponibile per favorire i processi riparativi di tessuti scarsamente irrorati e cellule danneggiate, con conseguente riduzione marcata del processo infiammatorio degenerativo.

Tabella 1 – Contenuto di O2 nel sangue
L’effetto iperbarico sull’ossigeno disciolto:
1. Aria Normobarica (21% O2 1 ATA 97% Hb): 0.3ml/dl ossigeno disciolto
2. Ossigeno iperbarico (100% 1.5 ATA 100% Hb): 2.4ml/dl ossigeno disciolto
Iperossia:
– Aumenta 8 volte la quantità di ossigeno disciolto (indipendente dall’emoglobina)
– L’O2 è immediato e completamente disponibile per le cellule
Tabella 2 – Dosi di ossigeno
L’effetto terapeutico dell’iperossia è determinato dalla dose di ossigeno, a sua volta la dose di ossigeno dipende da:
– % di O2
– Durata della sessione
– Frequenza della sessione
– Numero totale di sessioni
Indicazione terapeutica
Sessioni: generalmente si indicano un minimo di 10/20 sessioni, in accordo alla patologia di ogni paziente.
Durata della sessione: il tempo impiegato è di 60 minuti. In pazienti acuti si realizzano sessioni di 90 minuti fino a 2 volte al giorno.
Ciclo di sessioni: quantità di sessioni da realizzare indicando: numero totale, quantità giornaliera, periodicità settimanale (da 1 a 6) e durata della sessione.
Periodo interciclico: riposo indicato tra un ciclo e l’altro.

Quali sono gli effetti fisiologici dell’iperossia scientificamente provati?

• Attivazione e miglioramento del microcircolo neo-vascolarizzazione. Angiogenesi
• Attivazione e miglioramento della risposta immunitaria e della risposta infiammatoria
• Attivazione e miglioramento della rigenerazione assonale periferica e la funzione neuronale
• Attivazione e miglioramento del sistema di drenaggio tossinico (stress ossidativo), del circolo linfatico
• Osteogenesi e produzione di collagene.

Alcune indicazioni nelle Tabelle seguenti 3, 4, 5, 6, 7 e 8.

Tabella 3 – HBOT: indicazioni – neurologia
La terapia adiuvante riduce l’edema, ridistribuisce il flusso sanguineo e migliora l’ossigenazione cerebrale, riduce la spasticità e i tremori, migliora la funzione cognitiva, la neuroprotezione e la qualità di vita.
– ACV
– Morbo di Parkinson
– Sclerosi multipla
– Morbo di Alzheimer
Pazienti pediatrici:
– Autismo
– TGD
– Paralisi cerebrale
– Disintossicazione
Tabella 4 – HBOT: indicazioni – reumatologia
Terapia adiuvante per accelerare il recupero, alleviare il dolore, ridurre l’infiammazione e l’edema, diminuire il rischio di infezione e migliorare la qualità di vita.
– Fibromialgia
– Artrite reumatica
– Artrosi
– Edema osseo
– Necrosi ossea
– Osteomielite
Tabella 5 – HBOT: indicazioni – ferite
La terapia di ossigenazione iperbarica accelera la cicatrizzazione, favorisce l’angiogenesi, riduce l’infiammazione e l’edema, stimola la sintesi di collagene, scatena la risposta immunitaria e migliora la perfusione.
– Ferite
– Ulcere – piede diabetico
– Ulcere venose
– Ferite post-operatorie
– Ustioni
– Inserzioni e impianti
Tabella 6 – HBOT: indicazioni – traumatologia
La terapia adiuvante accelera il recupero e la cicatrizzazione, riduce l’infiammazione e l’edema, allevia il dolore, riduce il rischio d’infezione e amputazione e migliora la qualità di vita.
– Trauma
– Pre e post-operatorio
– Cancrena batterica progressiva
– Ischemia traumatica acuta
– Lesioni ai lagamenti
– Osteomielite
Tabella 7 – HBOT: indicazioni – medicina sportiva
La terapia adiuvante prepara gli atleti durante l’allenamento, migliora l’efficienza energetica, riduce i tempi di recupero, previene la fatica e migliora la riabilitazione di lesioni.
– Allenamento
– Lesioni muscolari e tendinee
– Recupero post-esercizio
– Sindrome di affaticamento cronico
Tabella 8 – HBOT: indicazioni – clinica medica
Terapia adiuvante che riduce l’infiammazione e l’edema, allevia i dolori, migliora la perfusione tissutale, l’efficienza energetica e la qualità di vita.
– Fibromialgia
– Affaticamento cronico
– Emicranie e cealee
– Acufeni
– Geriatria
– Apnee notturne
– Malattia di Crohn

Le sperimentazioni continuano, bisogna dare alla scienza tempo e modo per condurre verifiche rigorose.

A presto!

Dr. Younes