Un convegno dedicato alla Fibromialgia, un’occasione per confrontarsi su una malattia di cui c’è ancora molto da dire e capire. Un momento per far parlare chi, con questa patologia, convive da anni. Troppi.

E’ stata giornata molto importante per me e per i colleghi che mi hanno affiancato: il dottor Stefano Gervasi e il professor Pio Conti che ringrazio sentitamente per la partecipazione; così come ringrazio di cuore Romina Rossoli per la sua toccante testimonianza.

Grazie anche a tutti i presenti alla Sala dei Marmi della Provincia di Pescara e a coloro che, nei giorni seguenti, mi hanno contattato per ringraziarmi di aver finalmente portato un po’ di luce sulla materia.

Ed è per tutti quelli che non hanno potuto esser presenti al convegno sulla Fibromialgia che scrivo questo articolo, sintetizzando in 5 punti gli obiettivi dell’incontro. 

  1. Esiste un’associazione di pazienti fibromialgici, composta di persone reali, che stanno male e che sono disperati con voglia di gridare al mondo il loro dolore; assetati di avere visibilità, condivisione e riconoscimento visto l’alto costo sociale della malattia. 
  2. Qui entra in gioco una figura di grande spessore internazionale: il professor Conti e la ricerca scientifica che ha dato una  definizione immunologica della malattia, con coinvolgimento del sistema nervoso centrale ed espressione infiammatoria periferica con continue ricerche su meccanismi fisiopatologici e terapeutici. Quindi non è una malattia autoimmune, bensì una malattia causata da un  avvelenamento del sistema immunitario.
  3. La reale difficoltà di gestione della patologia da parte del Sistema Sanitario Nazionale, associata a una reale necessità di informazione e di formazione dei medici di famiglia, per dare una risposta efficace e efficiente ai pazienti.
  4. Il Protocollo terapeutico multifattoriale, personalizzato, con una chiave centrale: il recupero del sonno ristoratore. Un recupero più o meno spontaneo e/o indotto farmacologicamente che provoca, insieme alla cannabis terapia, il ripristino del sistema endo-cannabinoide. Nonché supporto psicologico, Idrokinesiterapia, attività fisica piacevole e massaggi.
  5. La nutrizione, importantissima, con miscela di aminoacidi essenziali associata a integratori e una dieta anti infiammatoria.

Un confronto che possiamo concludere dicendo che la Fibromialgia, cosi come ha una origine multifattoriale, necessita di una terapia complessa, personalizzata, e di diversi controlli per perfezionare la cura.