La maggior parte delle malattie, con decorso breve o lungo, provoca dolore che rende difficile affrontare con fiducia il disagio e le cure necessarie per guarire.

Se alla malattia si aggiunge la sofferenza (DOLORE), spesso viene meno la voglia di “combattere” per guarire definitivamente, e la volontà di “stare meglio” cede il passo all’arrendevolezza .

Il dolore è molte volte invalidante, rende stanchi ed irritabili, si accompagna spesso con la depressione e la svogliatezza, rende difficoltosi tutti i rapporti sociali, anche in seno alla propria famiglia.

E’ quindi importante capire che il dolore si può sconfiggere: l’eliminazione, anche parziale del dolore fisico e psichico, permette di recuperare tutte le funzionalità sociali e relazionali, quindi è il presupposto essenziale per poter affrontare serenamente le cure della malattia che lo ha generato.

La terapia del dolore non è uno strano marchingegno oppure una complicata apparecchiatura, ma è una scienza più o meno semplice,con regole molto precise, basata sull’impiego corretto ed idoneo ( giusta indicazione) dei farmaci e delle tecniche terapeutiche.

E’ proprio l’impiego oculato e la giusta indicazione il vero segreto della terapia del dolore; scelte precise che devono garantire obiettivi specifici:
-aumentare le ore di sonno libere da dolore
-alleviare il dolore a riposo
-alleviare il dolore a posizione eretta o durante attività.

Cervicobrachialgia e lombosciatalgia

Tante persone soffrono e lamentano un dolore acuto e a volte anche cronico da discopatia cervicale, dorsale e lombare.
La lombosciatalgia è un dolore che origina dalla regione lombare L1—–L5, e si irradia più o meno al gluteo, coscia, gamba e giù fino al piede attraverso il nervo sciatico.
Le cause possono essere diverse, le più importanti sono l’ernia discale, rotoscoliosi, listesi e la stenosi del canale vertebrale.
Il disco intervertebrale, situato tra i corpi vertebrali della colonna, è formato da una parte centrale chiamato nucleo polposo con attorno degli anelli di tessuto fibro-elastico resistente, e che aumentano progressivamente la loro resistenza per fungere da ammortizzatori nel movimento della colonna.

A causa di un aumento della pressione meccanica sul disco intervertebrale ( sforzo fisico intenso, sedentarietà, obesità….), la parte centrale del disco migra verso l’esterno, cosi abbiamo un disco protruso, prolassato, erniato e espulso.
A seconda di dove migra, il nucleo polposo, provoca una compressione della radice del nervo e/o del nervo scaturendo una lombosciatalgia acuta.
Violenti dolori che partono dalla regione lombo-sacrale e si irradiano al gluteo, al polpaccio e alla parte laterale del piede, cioe lungo il percorso del nervo sciatico, tutto ciò è accompagnato , a volte, da formicolio, crampi e perdita di forza dei muscoli dell’arto inferiore.
L’esame clinico è fondamentale , e la conferma della diagnosi arriva con l’ausilio della TAC e/o RMN senza mezzo di contrasto.

Come si cura?

Esiste una scala di terapia della lombosciatalgia che aumenta progressivamente di complessità.

Il riposo è comunque indispensabile e accumuna tutte le strategie terapeutiche. 

Strategie non chirurgiche
  1. assunzione di farmaci anti-infiammatori, cortisonici e analgesici per via orale; questa strategia è la più semplice, di lunga durata, con evidenti effetti collaterali. (via digestiva)
  2. iniezioni intramuscolare di farmaci anti-infiammatori, cortisonici e analgesici: terapia di media durata, con più o meno effetti collaterali. ( iniezioni ripetute, diabete, glaucoma, pirosi, edemi……) ( via sistemica)
  3. infiltrazione peridurale antalgica.

UNA SOLA INIEZIONE PER SCONFIGGERE IL DOLORE.

L’infiltrazione peridurale è una metodica sicura, sopratutto se viene effettuata da anestesisti esperti,ed è di IMMEDIATA EFFICACCIA , essendo basata su UNA SINGOLA INIEZIONE direttamente nel sito dell’ernia, di una miscela di farmaci ( cortisone a deposito, anestetici locali e altro).
Si esegue in circa 10-20 minuti, in anestesia locale, in regime ambulatoriale e/o in regime di ricovero in day-hospital, nei casi complessi viene eseguita SOTTO GUIDA TAC.
L’uso della TAC consente un perfetto e preciso posizionamento dell’ago.
nello specifico,l’ago viene posizionato direttamente nella zona interessata , in questo modo l’azione della miscela terapeutica è limitata alla singola e non causa effetti collaterali sistemici.

Strategie chirurgiche

1- intervento chirurgico minore: intervento chirurgico in endoscopia (nucleotomia transcutanea oppure percutanea):
tecnica relativamente semplice , poco invasiva, tempo chirurgico breve, presenta comunque una discreta frequenza di recidiva.
2- intervento chirurgico maggiore: stabilizzazione lombare:
tecnica complessa, invasiva, radicale, tempo chirurgico lungo, presenta una alta frequenza di insorgenza a breve distanza di tempo post operatorio di un dolore diverso- paradossalmente indice di buona riuscita dell’intervento stesso-, sacrale ( bacino ), espressione di una sindrome sacro-iliaca post stabilizzazione.
In ambedue le strategie, esistono delle tecniche complementari, ma che comunque sono palliative ( ozono, radiofrequenza…….)
L’indicazione di un intervento chirurgico di stabilizzazione è prevista in casi gravi, in tutti i casi di compressione anteriore associata ad instabilità lombare (listesi), una sintomatologia severissima fino alla quasi paralisi dell’arto,e quindi giustifica un rapporto sintomatologia- procedura- follow up post operatorio.
In tutti gli altri casi, a mio parere, va effettuata la strada della PERIDURALE ANTALGICA, a volte, (TAC GUIDATA)—SINGOLA INIEZIONE—-
Un ottimo rapporto sintomatologia-procedura-follow up , la reversibilità della procedura,e sopratutto in questi tempi del rapporto costi-benefici.
Risolta la fase acuta si passa alla fase della riabilitazione con ginnastica posturale, nuoto, passeggiate possibilmente in acqua e per chi è obeso, aimè, dimagrire.

Pubblicato su Pocketsalute.it